Ishtar e La Vendetta del Demone – Parte Prima

Con la prima storia di Ishtar ci siamo lasciati così:
“… Dopo, semplicemente abbracciati, lui ripensava a quanto era successo e si rese conto di avere sconfitto una legione di demoni pur di fare l’amore con lei. Lei, finalmente felice fra le braccia di lui, si rese conto che solo con la protezione di tutte le dee del Cielo era riuscita a fare l’amore con lui. Si guardarono negli occhi e senza che nessuno sapesse il perché dell’altro iniziarono a ridere.
… La mummia del museo sparì nei magazzini dei musei vaticani e venne riportata al suo posto fra le ancelle di Ishtar. La grotta sparì da ogni letteratura e la cerimonia poté ripetersi nei millenni a seguire.”

e ora ho bisogno di continuare, la lotta fra Ishtar e il Demone deve proseguire ….

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La Dea Ishtar – Parte Quarta

Lei ormai era vestita come una vestale.
Vedeva le altre ancelle svegliarsi e rimanere davanti alla statua della dea Ishtar.
Ma non erano serene come nei dipinti, erano smarrite e impaurite.
I dipinti alle pareti iniziavano a cambiare, perdevano la bellezza e la purezza del gesto che raffiguravano, per lasciare vedere solo corpi nudi.

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La Dea Ishtar – Parte Terza

Lui, riassumendo la situazione al museo, le disse dei curiosi simboli che uscivano dalla mummia e dei fatti strani avvenuti. Ora aveva bisogno di sapere se stesse bene e se era in grado di capire quei simboli. Ne aveva già studiati in precedenza da culture simili.
Lei gli raccontò della grotta, dei simboli ripetuti nella stanza degli affreschi e di come le mummie fossero allineate.
Ora sembrava chiaro che i simboli non fossero solo adorni alla grotta. Ma perchè quei strani fenomeni al museo?

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La Dea Ishtar – Parte Seconda

Lei si apprestava ad entrare nella grotta.
L’autista turco della missione era andato presto a prenderla in albergo e l’aveva accompagnata sino all’ingresso del sito archeologico. L’uomo, pelato e dai grossi baffi neri, aveva fatto il galante per tutto il viaggio.
Aveva addiritura cercato un contatto audace con la scusa di spolverarle la camicia. Ma a parte un leggero scappellotto e un sorrisino, quella mattina non rimediò nient’altro.

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La Dea Ishtar – Capitolo Primo

Era arrivata alla missione di Haijra in una calda mattina di Giugno.
Strano vedere una matematica in un’area archeologica, ma la grotta sotto il palazzo del Re Caldeo Jaber, scoperta a seguito dell’esplosione di una mina, aveva portato alla luce una stanza particolare e avevano richiesto il suo aiuto.
Lei, comunque, non poteva rimanere in Dipartimento ancora dell’altro. Troppe cose la turbavano, e come avrebbe voluto dirle la “causa dei suoi turbamenti”, meglio portare la sua quiete ovattata in Turchia che provare ad affrontare le sue agonie. Si erano lasciati un pomeriggio d’Inverno con tante cose ancora da dire e qualcuna forse da fare, ma lui voleva correre troppo e lei voleva correre via.
La mattina della sua partenza si guardarono appena e lui ringraziò la mummia Caldea sulla sua scrivania, appena arrivata ai Musei Nazionali.
Pensò che poteva sostituire una mummia con un’altra. La sua acidità in quei momenti era devastante e lo sapeva.

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