La Luna … Mark Lanegan Isobel Campell – Come Undone

Bat guardava la Luna.
Lo faceva spesso quando pensava, sapeva come ascoltarlo. Non è facile sai trovare chi ti sa ascoltare: a volte il fuoco
sa farlo, ma le sue scintille entrano invadenti con i loro discorsi, sembrano sappiano solo loro come vanno le cose … e poi tanto spariscano immediatamente, non ci si può fidare.

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Il Club di Mc Flirty – Parte Quarta

Mc Flirty e Tano Tariddi erano uno di fronte all’altro.
Non si erano mai piaciuti e questa storia aveva peggiorato la cosa.
Dietro di loro i propri cani da guardia: una accozzaglia rivestita dei peggiori criminali della città.
Era surreale l’odio in strada e la musica che usciva dal club. La Gatta appena dietro Mc Flirty e Bat nell’ombra.

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Il Club di Mc Flirty – Parte Terza

Nel club di Mc Flirty, Miss Head tornata nei suoi panni, provava a mettere ordine ai suoi pensieri perché quella esperienza le aveva messo dei dubbi.
Nei panni della Gatta aveva provato cose da cui sempre era fuggita, e il pensiero di quelle braccia che la stringevano le donavano sicurezza, una sicurezza che doveva imparare a gestire perchè ora la rimettevano in agitazione.

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Il Club di Mc Flirty – Parte Prima

Passare da quel cornicione non era stata una bella idea.
Ora la Gatta si trovava sospesa in aria, appesa a una grondaia che cedeva, chiaramente sotto una pioggia che non accennava a smettere, e il peso dell’ultimo furto non aiutava certo a migliorare la situazione.
Ma non voleva lasciare cadere tutti quei gioielli: quell’arrogante di Mc Flirty ci aveva provato con Miss Head tutta la sera, in modo assillante e continuo, e gli ultimi apprezzamenti rivolti proprio non le erano andati giù … ed era toccato alla Gatta vendicare il suo alter ego, svuotandogli la cassaforte.
Ma ora, tutti gli uomini di Mc Flirty le davano la caccia, e quel cornicione era l’unica strada possibile.
“Guarda, guarda … una gattina in difficoltà!”, la Gatta alzò gli occhi verso la voce, “Hai bisogno di aiuto? Non vorrei che ti ghiacciassero le labbra qua su”.

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I Gioielli di Tiffany

Spesso si vedevano la notte.

Lei con la sua maschera da gatta, sempre a caccia, Lui sempre nell’ombra, come ogni pipistrello che si rispetti.
Ma la loro caccia, fino a quella sera, era sempre stata diversa: i gioielli di Tiffany per la Gatta e il terrore delle gang della città per Bat.
La maschera della Gatta lasciava vedere solo una bocca splendida, disegnata, stranamente fredda, almeno così si immaginava Bat, tanto che, quando si incontravano nel consueto gioco del guardia e ladri, lui la chiamava “cold lips”.
Quella sera, a notte fonda, Bat sorprese la Gatta nella gioielleria di Tiffany.

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