Sfogo di una notte di mezza estate

In quella sua costante ricerca di essere mandata a quel paese ci doveva essere sicuramente qualcosa di diabolico.
Non era possibile che una donna così passionale fosse anche in grado di riuscire a rendersi antipatica e odiosa come solo lei sapeva fare.
Quel bisogno costante, assiduo e incommensurabile, perseguito con una glaciale devozione, nel mostrarsi così superficiale nei rapporti personali, non doveva essere solo frutto di uno sfogo egoistico.
I suoi alibi, forse anche legittimi, non potevano ogni volta scusare le sue mancanze di rispetto verso chi le voleva bene.
Perciò quella sera, mentre lei rinchiusa nella sua caverna credeva di avere lasciato tutto e tutti al di fuori, lui si presentò all’ingresso, e con tutta la voce che aveva dentro, le urlò di andare a quel paese … aspettò che anche gli echi della caverna rincarassero la dose per essere sicuro che il messaggio fosse arrivato, e soddisfatto tornò a casa.

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Il premio di Sterry

Il tutto iniziava quando Minnie si lasciava appena intravedere nel suo completino primaverile e dolcemente faceva capolino per scuriosare cosa succedeva lì fuori, mentre lei faceva di tutto per lasciarla dormire.
Sterry era fortunato, anche se le pene patite ( … perdonerete lo strano gioco di parole) aspettando il suo premietto lo facevano patire non poco: si trovava nel mezzo a dolci fantasie e alla sua incontrollabile curiosità.
Pazientemente, diciamo così, aspettava che lui arrivasse da lei, aspettava che iniziassero i loro giochi, fatti di arditi attacchi e di false difese, e curioso di apparire, curioso di sentire la pelle di lei, anche Sterry inventava mille scuse per avvicinarsi alla dolce Minnie.

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Io non mi inchino – Le Rivoltelle

Io non conoscevo Le Rivoltelle, ma quello che leggo mi sconvolge e fa arrabbiare oltre ogni misura. Approfitto di un post di  Viky (spero non si arrabbi se non rispondo direttamente sul suo blog) per modificare una volta la linea di questo blog, fatto solo di storie e musica e poesie, ma questa storia ha dell’assurdo.

L’assurdo è che ancora oggi ci siano persone che hanno la presunzione di giudicare una persona in base ai gusti sessuali, che si permettano di censurare spettacoli «Le Rivoltelle sono lesbiche e questa è una festa religiosa e quindi potrebbero offendere la morale cattolica di ogni singolo cristiano facente parte di questa comunità». L’assurdo è ancora ci sia una distinzione fra la morale e la morale cattolica. Esiste una morale di seria A e una di serie B? Qui il problema è che esistono persone bigotte che peccano nella presunzione di dettare la morale. Io non ho nessuna intenzione di sventolare lo stendardo dell’anticlericalismo che condivido fino a un certo punto. Purtroppo non ci ricordiamo mai dei preti ammazzati dalla mafia o di quelli che portano veramente la Croce nei luoghi dimenticati anche da Dio. Ci ricordiamo del prete pedofilo, razza che andrebbe estirpata ma non perché prete, ma perché nella sua missione di prete, abusa in modo ignobile del suo ruolo di educatore e distrugge la fiducia dei bimbi e dei loro genitori. Ma in questa storia credo che forse i preti, in quanto preti, hanno avuto un ruolo marginale e i riflettori della scena li hanno presi tutti i bigotti, vestiti o di nero o con le infradito che sia.

Alla fine fine penso che l’assurdo è che dia più fastidio un gruppo di donne che suona, mostrando in piazza la loro indipendenza da pregiudizi e modi di pensare medievali.

Brave, non inchinatevi mai.

… da domani torno a scrivere le mie storie assurde, non  mi ci vedo a fare omelie su un pulpito, ho già i miei problemi a convivere con la mia di moralità.

L’investigatore

C’è da dire che un po’ se l’era andata a cercare.
Come sempre aveva seguito l’istinto, e ora?
Consumava Malox per i continui mal di pancia: mai provare a ragionare con la migliore esponente avanguardista di Venere!
Lui da poco aveva scoperto questa frase: “non pentirti di qualcosa che hai fatto, se quando l’hai fatto eri felice”. Non so se Jim Morrison pensasse a lui quando gli venne in mente quella frase, fatto sta che ora Lei aveva troncato ogni forma di relazione con lui, e lui, irriducibile a non pentirsi, consumava antiacido come fosse orzata.

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Vinicio Capossela – Ultimo amore

Un colpo di fulmine la prima volta che la sentii, subito perso nella storia, nelle immagini raccontate. Per me bellissima e struggente … mi vedo così, il Viandante seduto su un muretto al mare,  che segue l’attore mentre recita la canzone, mentre notte e voci lentamente scompaiono

“… E dopo al profumo dei fossi
A lui parve in quegli occhi potere veder
Lo stesso dolore che spezza le vene
Che lascia sfiniti la sera
La luna altre stelle pregava
Che l’alba imperiosa cacciava
Lei raccolse la gonna spaziosa
E ormai persa ogni cosa
Presto lo seguì

Quando dopo al profumo dei fossi
A lui parve in quegli occhi potere veder
Lo stesso dolore che spezza le vene
Che lascia sfiniti la sera
La luna altre stelle pregava
Che l’alba imperiosa cacciava
A lui restò solo il rancore
Per quel breve suo amore
Che mai dimenticò”

Vinicio Capossela

Vinicio Capossela – Non è l’amore che va via

Questo è un Tango che vorrei ballare, stretti nell’abbraccio, mentre ci facciamo portare via dalle note di questo brano. Se vedete da qualche parte il Viandante fategli un regalo …

 

“… Ma vai, tu vai
conosco le mie lettere d’amore
e il gusto amaro del mattino
….
Ma,
non è l’amore che va via
il tempo sì,
ci ruba e poi ci asciuga il cuor
sorridimi ancor
non ho più niente da aspettar
soltanto il petto da uccello di te…
soltanto un sonno di quiete domani… ”

Vinicio Capossela

 

Il premio del guerriero

Il cuore batteva sempre più forte, la nebbia attutiva appena le voci degli uomini del villaggio in lontananza.
La nave si avvicinava piano, avvolta nella nebbia della notte e dal fumo di qualche taverna, mentre lui si guardava attorno, forse cercando rassicurazioni dagli anziani dell’equipaggio.
Scudi e spade al riparo vicino ai remi e teste scoperte perché la Luna non potesse riflettere niente di loro.

drakkar

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St. Paul And The Broken Bones

Un’altra chicca della NPR Music … ma non voglio aggiungere altro se non riproporre quello presentato dallo stesso canale: “Close your eyes and listen, and you might imagine someone who looks a bit like Otis Redding. Open them, and you’re likely to see someone who looks more like your neighborhood bank teller …. ”

… per il resto, da bravo viandante, mi siedo in un tavolino affianco a loro, ho il mare davanti e socchiudo gli occhi per l’ultimo raggio del tramonto.

Al minuto 8:00 una bella versione di “”Broken Bones And Pocket Change”

Io sono vento

Io sono come vento che soffia
Sono come vento che ti accarezza, che ti sfiora nel vederti arrivare
Sono come vento che ti scompiglia i capelli, lasciandoli confusi sul cuscino, mentre mi guardi e già aspetti il mio ritorno
Sono come vento che si insinua nei vestiti, si confonde nei tuoi pensieri e ovunque senti dove voglio andare
Sono come vento, che sale avvolgendoti le gambe, che sale sfiorandoti il ventre, che sale fino a farti inarcare la schiena ormai persa nella mia irruenza
Sono come vento, quell’odiato vento da cui fuggi e non puoi star lontana, da cui sei cento volta fuggita e che ora aspetti che presto ritorni a soffiare

Sono come vento che scappa fra le dita perché nulla ti posso lasciare se non il ricordo di me

 

Vento

The National – NPR Music Tiny Desk Concert

Il progetto NPR Music è un progetto della National Public Radio (NPR) per la divulgazione della musica su Internet anche con esibizioni di artisti più o meno famosi,  streaming live, interviste, podcast e cultura musicale in genere.
Le esibizioni raccolte nel  tiny desk concerts sono concerti live, per pochi intimi e fortunati spettatori, presso le loro sedi con le band che suonano in mezzo alle loro scrivanie. Tutto rigorosamente live, spesso esclusivamente acustico, tutto rigorosamente … vero!

Al minuto 4:56 del concerto dei The National una versione incredibile di I need my Girl

There’s some things that I should never
Laugh about in front of family
I’ll try to call you from the party
It’s full of punks and cannonballers
I need my girl
I need my girl

I’m under the gun again
I know I was a 45 percenter then
I know I was a lot of things
But I am good, I am grounded
Davy says that I look taller
I can’t get my head around it
I keep feeling smaller and smaller