Sweet Thing – Van Morrison

“…
And I don’t know why’
And you shall take me strongly
In your arms again
And I will not remember
That I even felt the pain.
We shall walk and talk
In gardens all misty and wet with rain
And I will never, never, never
Grow so old again.
…”

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Sfogo di una notte di mezza estate

In quella sua costante ricerca di essere mandata a quel paese ci doveva essere sicuramente qualcosa di diabolico.
Non era possibile che una donna così passionale fosse anche in grado di riuscire a rendersi antipatica e odiosa come solo lei sapeva fare.
Quel bisogno costante, assiduo e incommensurabile, perseguito con una glaciale devozione, nel mostrarsi così superficiale nei rapporti personali, non doveva essere solo frutto di uno sfogo egoistico.
I suoi alibi, forse anche legittimi, non potevano ogni volta scusare le sue mancanze di rispetto verso chi le voleva bene.
Perciò quella sera, mentre lei rinchiusa nella sua caverna credeva di avere lasciato tutto e tutti al di fuori, lui si presentò all’ingresso, e con tutta la voce che aveva dentro, le urlò di andare a quel paese … aspettò che anche gli echi della caverna rincarassero la dose per essere sicuro che il messaggio fosse arrivato, e soddisfatto tornò a casa.

Il premio di Sterry

Il tutto iniziava quando Minnie si lasciava appena intravedere nel suo completino primaverile e dolcemente faceva capolino per scuriosare cosa succedeva lì fuori, mentre lei faceva di tutto per lasciarla dormire.
Sterry era fortunato, anche se le pene patite ( … perdonerete lo strano gioco di parole) aspettando il suo premietto lo facevano patire non poco: si trovava nel mezzo a dolci fantasie e alla sua incontrollabile curiosità.
Pazientemente, diciamo così, aspettava che lui arrivasse da lei, aspettava che iniziassero i loro giochi, fatti di arditi attacchi e di false difese, e curioso di apparire, curioso di sentire la pelle di lei, anche Sterry inventava mille scuse per avvicinarsi alla dolce Minnie.

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Io non mi inchino – Le Rivoltelle

Io non conoscevo Le Rivoltelle, ma quello che leggo mi sconvolge e fa arrabbiare oltre ogni misura. Approfitto di un post di  Viky (spero non si arrabbi se non rispondo direttamente sul suo blog) per modificare una volta la linea di questo blog, fatto solo di storie e musica e poesie, ma questa storia ha dell’assurdo.

L’assurdo è che ancora oggi ci siano persone che hanno la presunzione di giudicare una persona in base ai gusti sessuali, che si permettano di censurare spettacoli «Le Rivoltelle sono lesbiche e questa è una festa religiosa e quindi potrebbero offendere la morale cattolica di ogni singolo cristiano facente parte di questa comunità». L’assurdo è ancora ci sia una distinzione fra la morale e la morale cattolica. Esiste una morale di seria A e una di serie B? Qui il problema è che esistono persone bigotte che peccano nella presunzione di dettare la morale. Io non ho nessuna intenzione di sventolare lo stendardo dell’anticlericalismo che condivido fino a un certo punto. Purtroppo non ci ricordiamo mai dei preti ammazzati dalla mafia o di quelli che portano veramente la Croce nei luoghi dimenticati anche da Dio. Ci ricordiamo del prete pedofilo, razza che andrebbe estirpata ma non perché prete, ma perché nella sua missione di prete, abusa in modo ignobile del suo ruolo di educatore e distrugge la fiducia dei bimbi e dei loro genitori. Ma in questa storia credo che forse i preti, in quanto preti, hanno avuto un ruolo marginale e i riflettori della scena li hanno presi tutti i bigotti, vestiti o di nero o con le infradito che sia.

Alla fine fine penso che l’assurdo è che dia più fastidio un gruppo di donne che suona, mostrando in piazza la loro indipendenza da pregiudizi e modi di pensare medievali.

Brave, non inchinatevi mai.

… da domani torno a scrivere le mie storie assurde, non  mi ci vedo a fare omelie su un pulpito, ho già i miei problemi a convivere con la mia di moralità.