La Villa – Parte Nona

… Lui allungò le mani verso di lei, andandole incontro, fino a toccarle le mani dallo specchio. In quel momento lei lo toccò e fu come farlo uscire dal vetro.
Nessuna luce, ne magia. Fu come attraversare una porta.
Lui era davanti a lei, le loro mani si toccavano, lei gli sorrideva.

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Elogio alla scrittura e abiuro l’uso dell’emoticon, ancestrale legame con i geroglifici

Nell’Anno del Signore 2015, a pochi giorni dall’equinozio d’Autunno,
Io Viandante, immerso nei miei pensieri, riporto a voi tutti il mio dissenso sull’uso indiscriminato di emoticon e smile da scritti pubblici o privati, dal lettere d’amore o missive di lavoro.

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La Villa – Parte Ottava

Tornato a casa si rimise a studiare. Non controllò neanche quanto tempo fosse passato nell’ultimo viaggio, perché iniziava a non interessargli quale fosse la casa.
Ricercò l’articolo con le motivazioni del viaggio e i pericoli nel creare paradossi temporali o nel modificare gli eventi del passato.
Sorrideva fra se: fare l’amore con il sosia del ‘600 della donna da cui scappava era sicuramente un paradosso. Continue reading

Claudio Monteverdi – Si Dolce e’l Tormento

Si dolce è’l tormento
Ch’in seno mi sta,
Ch’io vivo contento
Per cruda beltà.
Nel ciel di bellezza
S’accreschi fierezza
Et manchi pietà:
Che sempre qual scoglio
All’onda d’orgoglio
Mia fede sarà.

La speme fallace
Rivolgam’ il piè.
Diletto ne pace
Non scendano a me.
E l’empia ch’adoro
Mi nieghi ristoro
Di buona mercè:
Tra doglia infinita,
Tra speme tradita
Vivrà la mia fè.

Per foco e per gelo
Riposo non hò.
Nel porto del Cielo
Riposo haverò.
Se colpo mortale
Con rigido strale
Il cor m’impiagò,
Cangiando mia sorte
Col dardo di morte
Il cor sanerò.

Se fiamma d’amore
Già mai non sentì
Quel riggido core
Ch’il cor mi rapì,
Se nega pietate
La cruda beltate
Che l’alma invaghì:
Ben fia che dolente,
Pentita e languente
Sospirimi un dì.

La Villa – Parte Sesta

Era sconvolto. Ormai non c’erano dubbi, aveva viaggiato nel tempo, o nello spazio, o in entrambi.
Gli sembrava di vivere in un film di fantascienza, uno di quelli che scartava a priori perché irreali e ridicoli.
Per lui però erano passate solo un paio d’ore da quando era sceso nella cantina, ma nel suo tempo erano passati due giorni. Aveva perso due giorni della sua vita per saltare nel ‘600 e trovare ancora lei, o il suo sosia di 500 anni prima.

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La Musica è il Tango – Tetè Rusconi

Lettera scritta da Tetè Rusconi uno dei più grandi milongueri degli anni 50.
“Io, Tete, vorrei che voi poteste ballare il tango nel modo migliore, per trovare
soddisfazione in una musica che è così piena di passione.
Il tango è un sentimento: non è difficile imparare a ballare, ma allo stesso
tempo non è facile. Però non si ballano figure o passi, si balla la musica. Non
conosco ballerino o posto al mondo che abbia ballato senza musica.


Non si può restare nell´equivoco così a lungo: in questo modo non
imparerete mai a ballare.
Siete voi a scegliere i maestri e i professori da invitare. Provate a vedere il
tango da un altro punto di vista: provo a spiegarmi. Il tango è e sarà sempre
musica, imparare a camminarla, ad ascoltarla, a sentirla, fino a che si trasformi
in qualcosa di proprio, da cui non ci si può più staccare. Da questo momento
ogni persona, ogni ballerino prenderà il suo stile, uomini e donne.
Basta quindi con gli imbrogli; non comprate modi ripetuti, comprate il tango.
Perché non andate di più nelle milonghe di Buenos Aires?
Perché lì la gente milonguera veramente balla: sono loro che hanno
insegnato a ballare alla generazione attuale. Adesso la strada che si è intrapresa
sembra essere un´altra, che fa apparire un tango diverso, un tango cammuffato.
Per il bene del tango e per il bene di tutti, con il cuore in mano vi dico, signori,
ballate la musica.
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La Villa – Parte Quinta

Non credeva ai propri occhi. Si trovava sulla porta della sua cantina, davanti alla sua casa.
C’era solo un particolare: la fontana al centro del giardino funzionava regolarmente.
Ma a guardare meglio c’erano diversi particolari che non tornavano. Chi aveva portato tutte quelle persone nel suo giardino? E quei cavalli legati di lato? L’illuminazione elettrica, perché era stata sostituita con quelle fiaccole? Sembrava essere dentro la scena di un film … ma era reale.
Incredibile. Persone vestite con abiti del ‘600 giravano nel suo giardino. Alcune erano armate di spade e alabarde, altre sembravano contadini.
La sera ormai avanzata mostrava la vita della villa a fine giornata, con le luci di candele e fiaccole ad illuminare le case e il giardino.
Di lato un caseggiato che non conosceva, una sorta di locanda o osteria da cui si sentivano alcuni cori e del rumore.
La sua casa aveva il portone spalancato e due guardie all’ingresso.
Sulla porta due donne che parlavano fra se. Riconobbe la donna della cantina davanti a lui mentre quella di spalle era vestita in modo elegante, elegante per l’epoca.
Quando anche lei si girò verso il giardino, vedendola, lui ebbe un mancamento. Quella donna, vestita con abiti del ‘600, era quella che aveva visto fra i disegni della
parete di casa sua. Quella donna appariva nei movimenti, nel viso, nelle fattezze tutte come la donna da cui era scappato.
La voglia di andare a parlarci, di toccarla, di chiederle cosa ci faceva vestita in quel modo, era gigantesca. Ma il cuore gli picchiava sul petto.
Aveva paura di quello che vedeva, non poteva essere finito indietro nel tempo di 500 anni. Voleva tornare a casa sua, come se la ricordava.
Tornò indietro nella cantina, voleva tornare a casa e sperare che tutto fosse rimasto come prima … anche la stanza segreta.
Entrato nella stanza, richiuse dietro di se la botte e oltre passò la stanza. Ancora quel malessere che accompagnava ogni suo ingresso nella stanza.
Ma questa volta il suo malessere durò per più tempo e la sua paura si trasformava velocemente in vero terrore. Sembrava che la stanza non finisse più.

corridoio-grotta
Ma arrivò a toccare la porta dall’altra parte.
Richiuse la botte alle sue spalle e rivide la luce elettrica della cantina. Si sentì rinascere.
Corse fuori e arrivò nel giardino. La fontana non aveva l’acqua, non c’era nessuno nel suo giardino … non c’era la donna sulla porta di casa ad aspettarlo.
Corse in casa, aprì il rubinetto dell’acqua e vi immerse la testa. Prese un bicchiere, ci versò del rum e accese la televisione.
Voleva tornare velocemente alla normalità, aveva bisogno di farlo.
Sullo schermo le notizie del telegiornale.
Ma un nuovo spavento gli confuse la realtà: le notizie erano di due giorni dopo …

Marco Beasley & l’Arpeggiata “Un Cavalier di Spagna”

https://www.youtube.com/watch?v=VwQatscpmmg

Un cavalier di Spagna
cavalca per la via
dal pe’ d’una montagna
cantando per amor d’una fantina
voltate in qua do bella donzellina
voltate un poco a me per cortesia
dolce speranza mia
ch’io moro per amor:
bella fantina, i’ t’ho donato il cor.

Appresso a una fontana
vide sentar la bella
soletta in terra piana
co’ una ghirlanda fresca d’herbecina
voltate in qua do bella donzellina
voltate un poco a me lucente stella
deh non esser rubella,
ch’io moro per amor:
bella fantina, i’ t’ho donato il cor.