La Dea Ishtar – Parte Quarta

Lei ormai era vestita come una vestale.
Vedeva le altre ancelle svegliarsi e rimanere davanti alla statua della dea Ishtar.
Ma non erano serene come nei dipinti, erano smarrite e impaurite.
I dipinti alle pareti iniziavano a cambiare, perdevano la bellezza e la purezza del gesto che raffiguravano, per lasciare vedere solo corpi nudi.


La mummia trasportata al museo aveva spezzato il cerchio e la cerimonia non poteva iniziare.
I demoni potevano tornare ad impossessarsi della Terra, i demoni volevano possedere le ancelle di Ishtar.
“L’immensa crosta terrestre era splendente,
la sua superficie era di color verde smeraldo,
L’esteso suolo, la cui superficie era coperta di metalli preziosi e lapislazzuli,
Adornata di dioriti, pietre nir, cornaline e antimonio,
la Terra era ricoperta di lussureggianti piante ed erbe,
la sua presenza era maestosa,
La sacra Terra, La pura Terra, si abbelliva per il sacro cielo;

Il Cielo, il nobile dio, inserì il suo sesso nell’ampia fessura terrestre,
Lasciò fluire il seme degli eroi, gli Alberi e le Canne, all’interno del suo ventre.
La sfera terrestre, la fedele, venne fecondata con il buon seme del cielo.” (…ndr, Inno sumero, 3.000 a.C.)

Le ancelle si girarono verso di lei e iniziarono a prepararla, volevano che diventasse la decima ancella di Ishtar.
I demoni fuori dalla stanza di Ishtar inziarono ad arrivare.

Tutto intorno era cambiato. Lei, ormai vestita da ancella, non aveva capito cosa poteva accadere e vedeva le altre donne attorno a che la preparavano.
Sulle pareti erano rimasti i dipinti, ma la stanza era completamente diversa, con piante, lettini, tende e luce che riportavano il tempio in mezzo alla valle. Rimaneva l’oscurità dalla porta da cui era entrata, da cui sentiva arrivare gli echi dei demoni che si avvicinavano.
Lui, ignaro di tutto ciò, era arrivato al campo archeologico, e visto cosa era capitato in Italia, non aveva avvisato nessuno del suo arrivo.
Provò a telefonarle, ma non rispose. Lui sospirò e sorrise, tanto fra qualche istante l’avrebbe rivista.
Il pensiero di cosa era successo  la sera prima, di chi lo avesse aggredito, di come si fosse dissolto, non lo rendeva tranquillo, e passato in magazzino, prese una pistola.
Ora si trovava davanti all’ingresso della grotta, e voleva vedere il luogo del ritrovamento della mummia. Accese la sua pila ed entrò.

Appena dentro la grotta si sentì subito invaso dalla paura.

corridoio-grotta
Non capiva cosa gli succedeva, il cuore gli batteva talmente forte che lo sentiva esplodere nel petto. Strinse la pistola con la mano e andò oltre.
Appena dopo la prima curva, quando il sole non arrivava più all’interno, si accorse che ormai poteva contare solo sulla pila e sulla fortuna.
Ma dov’era lei?
Dopo poco il cunicolo si allargava in un salone e vide la porta decorata della sala delle mummie.
Rimase atterrito.
Decine di esseri immondi si alzavano dal terreno, uscivano dalle pareti. Tutti rivolti verso l’ingresso della stanza.
E quando vide l’uomo a cui aveva sparato la sera prima si sentì perso. Alzò la pistola e gli sparò ancora.
Gli esseri immondi si girarono verso di lui e l’uomo coi baffi si mise a ridere. “Eccolo, è arrivato! Abbiamo aspettato migliaia di anni e non sarà un uomo a fermarci.
Fate in modo che l’Atteso non varchi mai quella porta”.
I demoni iniziarono ad avvicinarsi verso di lui e lui continuò a sparare.
Una luce blu emerse dalla stanza.
Lei si presentò alla porta e parlò nell’antica lingua ai demoni.
Lui vide la sua amica vestita da vestale con un lungo e vestito bianco da cui si intravedevano le linee del suo corpo, la forma del suo bacino.
Era pazzesco, ma in quella situazione lui pensò a quando erano stati assieme, a quando aveva baciato il suo bacino. E si calmò.
Tutti sapevano che non c’era ormai tanto tempo, ancora qualche istante e i demoni sarebbero entrati.
Le dieci ancelle continuavano a ripetere come una litania “I cuori degli amanti sono smarriti nel tumulto del loro desiderio” e lui,
che non capiva cosa le donne dicessero, aveva il cuore in tumulto.
Lei lo chiamò sulla porta.

Questa volta gli aprì.

Mentre lei lo chiamava il demone coi baffi si contorceva dalla rabbia e dal dolore.
Non poteva sopportare che millenni di attesa fossero resi vani dal cuore degli amanti e dall’ultimo istante di protezione di Ishtar.
Ora non poteva fare niente.
Lui entrò nella stanza dove lei lo chiamava e dove tutto era cambiato.
Le ancelle si diressero verso i dipinti ed entrarono negli affreschi
dove i loro amanti le aspettavano.
Nella stanza rimasero soli. Anche Ishtar ora non poteva più fare niente, tutto dipendeva dal desiderio dei due amanti.
Lui si avvicinò a lei. Le guardó labbra, la baciò. Poi si spinsero sul lettino e lui volle continuare da dove avevano lasciato l’ultima volta. Scese con la testa verso l’ombelico, delicatamente spostò il velo, e iniziò a baciarlo. Questa volta lei non disse no.

I demoni all’esterno della stanza impazzirono dalla disperazione. Che tutta quella attesa fosse stata vana? Lei sentiva l’eccitazione di lui e pensava solo al momento con lui. Mani calde seguivano i lineamenti del suo seno e labbra impertinenti ormai baciavano e seguivano ogni invito. Nel momento in cui lei lo accolse in se, e si abbandonarono al loro momento, il volere di Ishtar si compì.

Dopo, semplicemente abbracciati, lui ripensava a quanto successo e
si rese conto di avere sconfitto una legione di demoni pur di fare
l’amore con lei. Lei, finalmente felice fra le braccia di lui, si rese conto che solo con la protezione di tutte le dee del Cielo era riuscita a fare l’amore con lui. Si guardarono negli occhi, e senza che nessuno sapesse il perché dell’altro, iniziarono a ridere.

… La mummia del museo sparì nei magazzini dei musei nazionali e venne
riportata al suo posto fra le ancelle di Ishtar. La grotta sparì da
ogni letteratura e la cerimonia poté ripetersi nei millenni a seguire.                           

ishtar

La Dea Ishtar

Fine ? … ma il demone con i baffi neri? Chissà ….

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