La Dea Ishtar – Parte Terza

Lui, riassumendo la situazione al museo, le disse dei curiosi simboli che uscivano dalla mummia e dei fatti strani avvenuti. Ora aveva bisogno di sapere se stesse bene e se era in grado di capire quei simboli. Ne aveva già studiati in precedenza da culture simili.
Lei gli raccontò della grotta, dei simboli ripetuti nella stanza degli affreschi e di come le mummie fossero allineate.
Ora sembrava chiaro che i simboli non fossero solo adorni alla grotta. Ma perchè quei strani fenomeni al museo?


“Senti, vengo giù, chiudo il sito e ti riporto a casa!”
“Non venire, non ti apro!!”
“A parte che il sito è finanziato dal mio museo e vado dove sono gli interessi per cui pago, tu mi apri perchè ora sono preoccupato per te”
“Non fare improvvisate, non ti apro!”
“Senti, lo so che non ti piacciono le situazioni in bilico, e poi le cose che succedono … succedono! Ma che discorsi … Sei tu che butti sempre tutto giù, sempre nel dubbio che non funzioni più. Fai sempre così!!! e poi con quello che succede, in una storia come questa … ”
“Ma io …” provò a rispondere lei, e lui “Niente ma! Mettiti al lavoro sui quei codici e per il resto, se non vuoi che non succeda niente non succederà niente. Io sono come vuoi che io sia”
… intanto aveva in mente sempre le immagini della grotta, non era da lei, e voleva che lui fosse proprio così come era.
Lei tornò nella grotta portandosi il suo preziosissimo computer e iniziò la scansione dei simboli.
Aveva intenzione di porre fine a un mistero durato ormai da millenni.
I loro sospetti erano esatti: esistevano sequenze periodiche nei simboli che ruotavano sui dipinti e sulla porta.
Forse non sarebbe stato difficile trovarne il significato, anzi curiosamente iniziava ad anticipare l’elaborazione dei simboli, quasi come iniziasse a sentire familiare quell’antica lingua.
Erano ormai parecchie ore che si trovava lì sotto e iniziava a vedere il frutto del suo lavoro, tanto che nei brevi momenti di pausa, si permetteva di guardare le immagini sulle pareti, immaginandosi fra esse.
Una sequenza nuova nascosta dalla polvere emerse da una sorta di cerchio attorno ai sarcofaghi, una sequenza che le parve inquietante rispetto alla prima. Iniziò la scansione anche di quella.
A un certo punto, provò a leggere i simboli sulle pareti e apparve un suono dolce e seducente dalla sua bocca.
Si trovò nel mezzo a una antica poesia caldea il cui significato le scaldava l’animo e le fece palpitare il cuore:
“I cuori degli amanti sono smarriti nel tumulto del loro desiderio”.
La frase era ripetuta ovunque, come si girava era in grado di leggere quelle scritte, sembrava che fosse sempre stata in grado di farlo.
Cosa succedeva? Perché era in grado di leggere poesie d’amore di tremila anni prima?
Tutto a un tratto, abbassò lo sguardo verso il cerchio dei sarcofaghi e lesse i nuovi simboli.
Prese dal panico scappò verso la porta, ma non riuscì ad attraversarla.

Volle rimanere al museo anche quella sera. Polizia dappertutto e anche lui aveva una pistola, per quanto fosse dal servizio militare che non sparava un colpo.
Voleva finire di studiare la mummia prima che gliela portassero via, perché la Polizia era convinta che sete di mitomani approfittassero della mummia per azioni eclatanti.
Si mise davanti al sarcofago e con vari dispositivi elettronici si apprestava ad analizzare il sarcofago. Non sapeva cosa cercare, ma telefonini e telecamere non potevano smettere di funzionare sempre tutte assieme.
Era notte ormai e non appena si avvicinò al sarcofago e lo toccò, gli strumenti parvero impazzire. Preceduto da un lampo accecante, la figura di una donna iniziò a sollevarsi dal sarcofago.
Non era spaventato, anzi, era affascinato da quella visione.

risveglioancelle

“Non ti servirà a niente aver scoperto la luce perché tu verrai con me nel buio”. Lui si girò, e vide un uomo alto, stempiato con baffi neri che allungate le mani sul suo collo, cercava di strangolarlo.
Lui d’istinto prese la pistola e sparó un solo colpo. L’uomo coi baffi si dissolse in un fumo nero e tutto tornò normale.
“Penso sia arrivato il momento di fare un’improvvisata in Turchia!”. La mattina dopo era all’aeroporto di Ankara ….

(continua)

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One thought on “La Dea Ishtar – Parte Terza

  1. A volte non e’cosi’male il bilico,dipende dalle persone che lo abitano.(fantasmi o meno che siano,anche se me quelli fanno paura da un po’ e non per l’aspetto ma nn sai mai dove t’appariranno e neppure dove cercarli.mi piace questa storia,si segue bene,e’una storia mista di vita e di quello che c’e’dopo o forse anche prima.)G.

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