The Smiths – Please, Please, Please Let Me Get What I Want

Good times for a change
see, the luck I’ve had
can make a good man
turn bad

So please please please
let me, let me, let me
let me get what I want
this time

Haven’t had a dream in a long time
see, the life I’ve had
can make a good man bad

So for once in my life
let me get what I want
Lord knows it would be the first time
Lord knows it would be the first time

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Momenti di Tango

Il Tango è una brutta bestia.
Nel giro di tre minuti ti ritrovi a ballare stretto con una persona che non conosci e che sentirà tutto di te.
Lui viveva il Tango in modo personale, e sopportava appena le Milonghe con il loro codice etico di comportamento. Ma ogni tanto capitava che ci finisse.

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Eddie Vedder – Society

When you want more than you have

you think you need

and when you think more than you want

your thoughts begin to bleed

 I think I need to find a bigger place

‘cos when you have more than you think

you need more space

society, you’re a crazy breed

I hope you’re not lonely without me

society, crazy and deep

I hope you’re not lonely without me

….

Più in alto delle nuvole

Sai cosa si pensa quando sei più in alto delle nuvole?
Quando sei ospite della Natura, quella con la “N” maiuscola, quella che ti fa capire quanto in fondo sei piccolo sulla Terra?

2015-06-23 07.44.49Tu sei compresso dai casini e incazzato, immerso nella guerra di tutti i giorni
Tu sei a un passo dal matrimonio o forse dal divorzio
Stai per godere della gioia del diventare padre o dalla gioa di vederla crescere
Tu puoi essere preoccupato dal lavoro
Tu sei innamorato, hai quel bruciore alla pancia che ti martella, che ti fa fare cose stupide aspettando che lei dica solo … “forse”.

2015-06-22 11.50.49

Poi ti guardi attorno e capisci che sei solo ospite
Le roccie, le montagne e il mare sono sempre lì
incuranti del mondo, perchè quel mondo loro non lo considerano
Viviamo in una dimensione parallela alla Terra, in cui ci creiamo danni e preoccupazioni circoscritti solo al “nostro” mondo,
mentre tutto intorno, in quell’altra dimensione, tutto continua a vivere anche senza di noi, secolo dopo secolo.

Mai come ora, a un passo dalle nuvole, ti rendi conto di quanto siamo ridicolmente indaffarati davanti a una Natura indifferente a noi. Come sarebbe più bella la nostra vacanza sulla Terra se solo dimenticassimo il nostro egocentrismo?
2015-06-23 11.37.48… pensieri congelati di un Viandante infreddolito in Giugno.

Bob Dylan – Girl From The North Country

“…
I’m a-wonderin’ if she remembers me at all
Many times I’ve often prayed
In the darkness of my night
In the brightness of my day

So if you’re travelin’ in the north country fair
Where the winds hit heavy on the borderline
Remember me to one who lives there
She once was a true love of mine”

Il Viandante parte per l’Austria per qualche giorno … e questa è tornata in mente

La Dea Ishtar – Parte Terza

Lui, riassumendo la situazione al museo, le disse dei curiosi simboli che uscivano dalla mummia e dei fatti strani avvenuti. Ora aveva bisogno di sapere se stesse bene e se era in grado di capire quei simboli. Ne aveva già studiati in precedenza da culture simili.
Lei gli raccontò della grotta, dei simboli ripetuti nella stanza degli affreschi e di come le mummie fossero allineate.
Ora sembrava chiaro che i simboli non fossero solo adorni alla grotta. Ma perchè quei strani fenomeni al museo?

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La Dea Ishtar – Parte Seconda

Lei si apprestava ad entrare nella grotta.
L’autista turco della missione era andato presto a prenderla in albergo e l’aveva accompagnata sino all’ingresso del sito archeologico. L’uomo, pelato e dai grossi baffi neri, aveva fatto il galante per tutto il viaggio.
Aveva addiritura cercato un contatto audace con la scusa di spolverarle la camicia. Ma a parte un leggero scappellotto e un sorrisino, quella mattina non rimediò nient’altro.

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La Dea Ishtar – Capitolo Primo

Era arrivata alla missione di Haijra in una calda mattina di Giugno.
Strano vedere una matematica in un’area archeologica, ma la grotta sotto il palazzo del Re Caldeo Jaber, scoperta a seguito dell’esplosione di una mina, aveva portato alla luce una stanza particolare e avevano richiesto il suo aiuto.
Lei, comunque, non poteva rimanere in Dipartimento ancora dell’altro. Troppe cose la turbavano, e come avrebbe voluto dirle la “causa dei suoi turbamenti”, meglio portare la sua quiete ovattata in Turchia che provare ad affrontare le sue agonie. Si erano lasciati un pomeriggio d’Inverno con tante cose ancora da dire e qualcuna forse da fare, ma lui voleva correre troppo e lei voleva correre via.
La mattina della sua partenza si guardarono appena e lui ringraziò la mummia Caldea sulla sua scrivania, appena arrivata ai Musei Nazionali.
Pensò che poteva sostituire una mummia con un’altra. La sua acidità in quei momenti era devastante e lo sapeva.

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